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Accordo UE - Giappone: molte le opportunità per il made in Italy di qualità

Accordo UE - Giappone: molte le opportunità per il made in Italy di qualità

Dal 1 febbraio 2019 entra in vigore l'Accordo di Partenariato Economico fra Unione Europea e Giappone. Scopriamo i punti di forza e di debolezza ma anche i rischi e le opportunità che questo accordo potrà avere sulle nostre esportazioni.

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L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha diramato la circolare 1/D del 22 gennaio 2019 con la quale si forniscono indicazioni e modalità applicative dell'Accordo di partenariato economico fra Unione Europea e Giappone, che entrerà in vigore domani, venerdì 1 febbraio. 

PUNTI DI FORZA

  • L'abbattimento a regime dei dazi sul 97% delle linee tariffarie renderà ancora più competitivi i prodotti provenienti dall'UE, sopratutto per il sistema moda, meccanica, chimica, mezzi di trasporto e sistema casa;
  • l'accordo prevede l'armonizzazione e condivisione di standard tecnici, questo impegno fra due partner che detengono importanti quote di export mondiale in settori come mezzi di trasporto, meccanica, apparecchiature elettriche e chimica, assume rilevanza strategica, in quanto le nuove regole influenzeranno anche gli accordi che i due partner sigleranno bilateralmente in futuro con altri Paesi;
  • Maggiore tutela delle indicazioni geografiche protette e contrasto dell'italian sounding.   

PUNTI DEBOLI

  • La rimozione delle barriere tariffarie non sarà immediata per molti prodotti. l'import di alcune merci sarà completamente liberalizzato solo dopo 15 anni; tuttavia, i dazi verranno  da subito sottoposti ad una riduzione lineare.

OPPORTUNITA'

  • Le esportazioni italiane verso il Giappone (+9% nel 2017) crescono di più di quelle della media UE;
  • lo stile italiano è molto apprezzato in Giappone. Buone prospettive per i settori tradizionali del Made in Italy, già caratterizzati da un trend di esportazioni positivo;
  • Il PIL è crescito nel 2017 dell'1,8% ed è previsto in moderata crescita pure nell'anno in corso (+1,2%, stime FMI), trainato soprattutto dalla domanda estera di Information Technology e di intermedi chimici ed elettronici. Anche i consumi delle famiglie evidenziano una dinamica positiva che sostiene le importazioni, in particolare di beni durevoli e servizi (viaggi e HoReCa);
  • Basso rischio di credito. Il Giappone è ai primi posti per la risoluzione delle dispute commerciali (classifica Doing business - Banca Mondiale).

RISCHI

  • L'apprezzamento degli ultimi mesi dell'euro sullo yen riduce la competitività delle nostre esportazioni;
  • Tendenze protezionistiche delle politiche commerciali a livello globale. Per l'economia giapponese, orientata alle esportazioni, una riduzione della domanda statunitense (primo mercato estero di destinazione) dovuta all'introduzione dei dazi annunciati dal governo, avrebbe ripercussioni anche sull'import dei beni intermedi e strumentali, e indirettamente, di beni di consumo.

INFO E DETTAGLI SULL'ACCORDO 

Commissione Europea: http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1684

Agenzia delle Dogane e Monopoli: Circolare sulle modalità operative .

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